HomeDestinazioniMacchina di Santa Rosa a Viterbo: cosa sapere, come vedere il Trasporto

Macchina di Santa Rosa a Viterbo: cosa sapere, come vedere il Trasporto

Ci sono eventi che puoi conoscere attraverso fotografie e video, ma che riesci a comprendere davvero soltanto quando li vivi di persona. Per me il Trasporto della Macchina di Santa Rosa a Viterbo è stato uno di questi.

Il 3 settembre ho avuto la possibilità di partecipare per la prima volta a questa incredibile tradizione, invitato dal Comune di Viterbo. Conoscevo già la Macchina di Santa Rosa e avevo visto diverse immagini del Trasporto, ma trovarsi nel centro storico mentre un’intera città si prepara a vivere la notte più attesa dell’anno è qualcosa di completamente diverso.

Con il passare delle ore Viterbo cambia volto. Le strade si riempiono, cresce l’attesa e tutto sembra ruotare intorno a ciò che sta per accadere. Poi arriva la sera, le luci del centro si spengono e tra le strade compare questa enorme struttura illuminata, alta circa 30 metri e trasportata a spalla da oltre cento uomini.

È probabilmente in quel momento che ho iniziato a capire quanto il Trasporto della Macchina di Santa Rosa sia profondamente legato alla città e ai suoi abitanti.

In questo articolo voglio quindi raccontarvi non soltanto cos’è la Macchina di Santa Rosa, la sua storia e come si svolge il celebre Trasporto del 3 settembre, ma anche la mia esperienza e tutto quello che può essere utile sapere se state pensando di andare a Viterbo per assistervi per la prima volta.

Cos’è la Macchina di Santa Rosa

La Macchina di Santa Rosa è un’imponente struttura dedicata a Santa Rosa, patrona di Viterbo, che ogni anno, la sera del 3 settembre, oltre cento Facchini trasportano a spalla per le vie del centro storico. Il Comune di Viterbo dedica una sezione al Trasporto con informazioni e aggiornamenti ufficiali.

Le sue dimensioni sono impressionanti: è alta circa 30 metri, pesa circa 50 quintali e numerose luci e fiammelle la illuminano durante il Trasporto. A portarla a spalla sono oltre cento uomini, i celebri Facchini di Santa Rosa, che affrontano un percorso di oltre un chilometro tra le strade e le piazze del centro di Viterbo.

Ed è proprio quando la si vede arrivare tra i palazzi del centro storico che ci si rende davvero conto delle sue proporzioni. Dal vivo sembra quasi impossibile che una struttura di queste dimensioni possa attraversare strade così strette sostenuta esclusivamente dalla forza dei Facchini.

Il Trasporto non è però soltanto uno spettacolo. È prima di tutto una tradizione profondamente legata alla devozione della città nei confronti di Santa Rosa e un appuntamento che coinvolge ogni anno l’intera comunità viterbese.

Dal 4 dicembre 2013 il Trasporto della Macchina di Santa Rosa fa inoltre parte della Rete delle Grandi Macchine a Spalla italiane, iscritta nella Lista rappresentativa del Patrimonio Culturale Immateriale dell’UNESCO insieme alla Festa dei Gigli di Nola, alla Varia di Palmi e alla Faradda dei Candelieri di Sassari.

La storia della Macchina di Santa Rosa: perché viene trasportata ogni 3 settembre

Per comprendere davvero il significato della Macchina di Santa Rosa bisogna conoscere la storia della giovane alla quale Viterbo dedica ogni anno questa incredibile tradizione.

Chi era Santa Rosa da Viterbo

Rosa nacque a Viterbo nel XIII secolo, in una famiglia di umili origini, e dedicò la sua breve vita alla fede e all’aiuto dei più poveri. Morì nel 1251, a soli 18 anni. Il legame con la popolazione viterbese era però già molto forte e il culto nei suoi confronti continuò a crescere anche dopo la sua morte.

Oggi il Santuario di Santa Rosa custodisce il corpo della patrona. Si trova proprio nel punto verso il quale si dirige ogni anno la Macchina al termine del suo percorso attraverso Viterbo.

È proprio nella devozione della città verso la sua patrona che bisogna cercare le origini di questa tradizione. Con il passare dei secoli, è diventata uno degli eventi più importanti e identitari di Viterbo.

Perché la Macchina viene trasportata il 3 settembre

Ogni anno, la sera del 3 settembre, la Macchina attraversa il centro storico di Viterbo fino a raggiungere il Santuario di Santa Rosa.

Non si tratta quindi semplicemente di trasportare un’enorme struttura attraverso la città. La Macchina rappresenta simbolicamente Santa Rosa e il suo passaggio per le strade di Viterbo rinnova ogni anno il legame tra la patrona e i viterbesi.

Nel corso del tempo la struttura è diventata sempre più complessa e spettacolare. Forme, materiali e soluzioni tecniche sono cambiati, così come sono cambiate le diverse Macchine che si sono succedute negli anni, ma il significato del Trasporto è rimasto profondamente legato alla tradizione.

La Macchina, infatti, non è sempre la stessa: Periodicamente l’Amministrazione comunale sceglie un nuovo progetto attraverso un concorso.

Quella che ho visto durante il mio primo Trasporto si chiama Dies Natalis, un progetto dell’architetto Raffaele Ascenzi, e rappresenta l’attuale Macchina di Santa Rosa.

Vederla di giorno permette sicuramente di apprezzarne la struttura e tutti i dettagli, ma è quando arriva la sera che cambia completamente. Illuminata e circondata dal buio delle strade del centro storico assume un aspetto quasi irreale e, almeno per me, è stato quello il momento in cui ho iniziato a percepire davvero la particolarità di ciò che stavo per vedere.

Chi sono i Facchini di Santa Rosa

Se la Macchina è il simbolo della festa, i suoi veri protagonisti sono senza dubbio i Facchini di Santa Rosa, gli uomini che ogni 3 settembre hanno il compito e l’onore di trasportarla a spalla per le strade di Viterbo.

Sono oltre cento e durante il Trasporto indossano la tradizionale divisa completamente bianca, stretta in vita da una fascia rossa.

Ma è soltanto vedendoli da vicino che si comprende realmente lo sforzo necessario per portare una struttura di circa 50 quintali lungo un percorso di oltre un chilometro.

Prima dell’inizio del Trasporto i Facchini ricevono la benedizione “in articulo mortis”, un momento che restituisce anche la dimensione più antica e solenne di questa tradizione.

Poi arriva il momento della partenza.

La Macchina è ferma a San Sisto, nei pressi di Porta Romana. I Facchini prendono posizione sotto la struttura e, al comando del capofacchino, tutto ha inizio.

Sentire i comandi, vedere la Macchina sollevarsi e rendersi conto che da quel momento saranno quegli uomini a portarla attraverso il centro storico è stato uno dei momenti che più mi ha impressionato durante tutta la serata.

Perché osservandola da lontano è facile concentrarsi sulla bellezza della Macchina illuminata. Quando invece ci si trova abbastanza vicini da vedere i Facchini, le loro espressioni e lo sforzo necessario per farla avanzare, ci si rende conto di quanto dietro questo evento ci siano preparazione, coordinazione, forza fisica e soprattutto un fortissimo senso di appartenenza.

Non sembra di assistere semplicemente a una manifestazione organizzata per il pubblico, ma a qualcosa che appartiene profondamente alla città e alle persone che la vivono.

Come si svolge il Trasporto della Macchina di Santa Rosa

Il momento più atteso arriva la sera del 3 settembre, quando Viterbo si prepara al Trasporto della Macchina di Santa Rosa.

Già diverse ore prima della partenza il centro storico cambia completamente volto. Le strade si riempiono di persone, lungo il percorso si cerca il punto migliore dal quale assistere al passaggio e, man mano che si avvicina la sera, l’attesa diventa sempre più evidente.

La partenza avviene dalla zona di San Sisto, nei pressi di Porta Romana, dove la Macchina attende l’arrivo dei Facchini.

Quando arriva il momento di partire, oltre cento uomini prendono posizione sotto la struttura e, seguendo i comandi del capofacchino, la sollevano contemporaneamente.

È uno di quei momenti che dal vivo hanno tutto un altro impatto. Vedere una struttura alta circa 30 metri iniziare lentamente a muoversi tra i palazzi del centro storico, mentre la forza e la coordinazione dei Facchini la fanno avanzare, è difficile da descrivere fino a quando non ci si trova lì davanti.

Il percorso della Macchina di Santa Rosa

Il percorso del Trasporto è lungo circa 1.200 metri e attraversa alcuni dei luoghi più importanti del centro storico di Viterbo.

Dalla chiesa di San Sisto la Macchina percorre via Garibaldi e raggiunge Piazza Fontana Grande, dove avviene una delle soste previste durante il Trasporto. Da qui prosegue verso Piazza del Plebiscito, il cuore della città, per poi continuare attraverso le vie del centro.

La Macchina passa quindi per Piazza delle Erbe, percorre Corso Italia e raggiunge Piazza Verdi, davanti al Teatro dell’Unione.

Il percorso prevede diverse soste che permettono ai Facchini di recuperare le energie prima di riprendere il Trasporto.

Ma è nell’ultimo tratto che si arriva probabilmente al momento più spettacolare dell’intera serata.

La salita finale verso il Santuario di Santa Rosa

Dopo l’ultima sosta i Facchini si preparano ad affrontare via Santa Rosa, la strada in salita che conduce fino al Santuario.

Per affrontare questo tratto si aggiungono altri Facchini e lo sforzo aumenta ancora di più fino a raggiungere la destinazione finale.

È il momento che aspettavo di più e, dopo aver visto il Trasporto da diversi punti della città, assistere alla salita finale è stato il modo più emozionante per concludere la serata.

La strada è completamente gremita, l’attesa cresce e quando la Macchina comincia a salire verso il Santuario sembra che tutta Viterbo accompagni i Facchini negli ultimi metri. Poi arriva davanti alla Basilica di Santa Rosa e il Trasporto si conclude.

Dopo oltre un chilometro percorso a spalla, vedere finalmente la Macchina raggiungere la sua destinazione e osservare la reazione delle persone intorno a me è stato probabilmente il momento in cui ho capito meglio quanto questa tradizione sia importante per Viterbo.

La Macchina di Santa Rosa è Patrimonio UNESCO?

Quando si parla della Macchina di Santa Rosa si legge spesso che è “Patrimonio UNESCO”, ma vale la pena spiegare meglio cosa significa.

Dal 2013 il Trasporto della Macchina di Santa Rosa fa parte della Rete delle Grandi Macchine a Spalla italiane. La rete figura nella Lista rappresentativa del Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità dell’UNESCO.

Ne fanno parte quattro importanti celebrazioni italiane legate al trasporto a spalla di grandi strutture processionali. Oltre alla Macchina di Santa Rosa di Viterbo, troviamo la Festa dei Gigli di Nola, la Varia di Palmi e la Faradda dei Candelieri di Sassari.

Il riconoscimento non riguarda soltanto la spettacolarità di queste grandi strutture. Valorizza soprattutto il patrimonio di conoscenze, tradizioni e partecipazione collettiva che le comunità continuano a tramandare nel tempo.

La mia prima volta alla Macchina di Santa Rosa

Il 3 settembre ho assistito per la prima volta alla Macchina di Santa Rosa, vivendo questa giornata dall’inizio alla fine e immergendomi progressivamente nell’atmosfera che accompagna Viterbo verso il momento più atteso dell’anno.

Sono arrivato in città già in mattinata, in tempo per assistere a uno dei primi momenti della giornata: il Giro delle Sette Chiese dei Facchini di Santa Rosa.

Il Giro delle Sette Chiese dei Facchini

Prima del Trasporto serale, la mattina del 3 settembre i Facchini percorrono le strade di Viterbo per il tradizionale Giro delle Sette Chiese.

Vestiti con la loro caratteristica divisa bianca e la fascia rossa in vita, attraversano la città facendo tappa in alcune delle sue chiese. È un momento molto diverso dalla spettacolarità che caratterizzerà il Trasporto poche ore più tardi: più raccolto e legato alla componente religiosa e comunitaria della festa.

Per me è stato anche il primo vero contatto con questa tradizione. Vedere i Facchini attraversare Viterbo già dalla mattina fa capire immediatamente che ciò che accade la sera non è un evento isolato, ma il momento culminante di una giornata che coinvolge progressivamente tutta la città.

Terminato il Giro delle Sette Chiese, ho approfittato delle ore che mi separavano dal Trasporto per conoscere meglio la storia di Santa Rosa.

Il Santuario e la Casa di Santa Rosa

Ho visitato prima il Santuario di Santa Rosa, dove è custodito il corpo della Santa e dove, proprio quella sera, sarebbe terminato il percorso della Macchina.

Trovarmi lì poche ore prima del Trasporto è stato particolarmente suggestivo perché mi ha permesso di vedere in anticipo il luogo verso il quale, quella sera, avrebbe simbolicamente camminato l’intera città.

Ho visitato anche la Casa di Santa Rosa, legata alla vita della giovane viterbese, prima di tornare a percorrere le vie del centro storico.

Ed è proprio camminando per Viterbo nel pomeriggio che ho iniziato a percepire ancora di più l’attesa.

Nonostante mancassero diverse ore all’inizio del Trasporto, tantissime persone avevano già preso posizione lungo il percorso. Sedie, sgabelli e posti occupati davanti ai palazzi: ognuno sembrava sapere esattamente dove aspettare il passaggio della Macchina.

Era evidente che non si trattava semplicemente di andare a vedere un evento, ma di un appuntamento che per molti si ripete ogni anno e la cui attesa comincia con largo anticipo.

Vivere il Trasporto direttamente lungo il percorso

La sera ho avuto poi la grande fortuna di poter assistere al Trasporto direttamente lungo la via percorsa dalla Macchina.

Questo mi ha permesso non soltanto di viverlo da una posizione privilegiata, ma anche di documentare l’intero evento da una prospettiva davvero particolare.

Ho seguito il percorso insieme alla Macchina, spostandomi tra le vie del centro e riuscendo a vedere da vicino i Facchini, le soste, la ripartenza e soprattutto il rapporto incredibile che si crea tra loro e le migliaia di persone presenti.

Da fotografo e content creator è stata anche un’occasione straordinaria per raccontare ciò che stavo vivendo attraverso immagini e video. Ma, mentre cercavo di documentare quello che accadeva davanti a me, mi sono reso conto che alcune sensazioni erano molto più difficili da racchiudere in una fotografia.

Trovarsi a pochi metri dalla Macchina nel momento in cui si solleva, sentire i comandi dei Facchini, vederla avanzare tra i palazzi e osservare le reazioni delle persone ai lati della strada rende l’esperienza completamente diversa rispetto a quella che si può percepire guardandola attraverso uno schermo.

Ho cercato comunque di racchiudere nel Reel che trovate qui sotto alcuni dei momenti più emozionanti della giornata e, soprattutto, di restituire almeno in parte l’atmosfera che si vive a Viterbo durante la notte del 3 settembre.

Come organizzare la visita a Viterbo per la Macchina di Santa Rosa

Se state pensando di assistere per la prima volta al Trasporto della Macchina di Santa Rosa, il mio consiglio è di non arrivare a Viterbo soltanto la sera del 3 settembre.

La festa si vive durante tutta la giornata e arrivare già dalla mattina permette di scoprire alcuni dei luoghi legati a Santa Rosa, vedere i Facchini durante il tradizionale Giro delle Sette Chiese e soprattutto osservare come la città cambia con il passare delle ore in attesa del Trasporto.

È esattamente quello che ho fatto durante la mia prima volta e, con il senno di poi, organizzerei nuovamente la giornata nello stesso modo.

Come arrivare a Viterbo per la Macchina di Santa Rosa

Personalmente ho scelto di raggiungere Viterbo in treno da Roma e di pernottare poi una notte in città.

Per me si è rivelata una soluzione particolarmente comoda, soprattutto perché il 3 settembre Viterbo accoglie migliaia di persone e il Comune modifica la viabilità in diverse zone della città per consentire il Trasporto.

Arrivando in treno non ho dovuto preoccuparmi di parcheggi, strade chiuse o di dover riprendere l’auto al termine della manifestazione. Inoltre, pernottando a Viterbo, ho potuto seguire l’intera giornata senza avere il pensiero del viaggio di ritorno subito dopo il Trasporto.

Se partite da Roma, quindi, treno + una notte a Viterbo è probabilmente una delle soluzioni che consiglierei maggiormente, soprattutto se volete vivere la festa con calma.

Prima di partire controllate naturalmente gli orari ferroviari aggiornati e, soprattutto per il ritorno, considerate che il Trasporto termina in tarda serata.

Dove parcheggiare a Viterbo il 3 settembre

Se preferite raggiungere Viterbo in automobile, organizzate il parcheggio con un po’ di anticipo.

In occasione della Festa di Santa Rosa il Comune introduce infatti modifiche temporanee alla circolazione, divieti di sosta e limitazioni nelle zone interessate dal Trasporto.

Nelle precedenti edizioni sono stati inoltre attivati parcheggi e servizi navetta per facilitare l’arrivo nel centro della città. Le aree utilizzate e le modalità del servizio possono però cambiare di anno in anno.

Per questo motivo eviterei di impostare il navigatore direttamente verso il centro storico: qualche giorno prima della partenza consultate la sezione dedicata alla Macchina di Santa Rosa sul sito ufficiale del Comune di Viterbo, dove potrete trovare le ordinanze sulla viabilità, le informazioni sui parcheggi e gli eventuali servizi navetta.

Il mio consiglio: se arrivate in automobile, lasciatela il più possibile fuori dal centro e continuate a piedi o utilizzando le navette predisposte per l’evento.

A che ora inizia la Macchina di Santa Rosa?

Il Trasporto della Macchina di Santa Rosa si svolge ogni anno la sera del 3 settembre.

La partenza avviene tradizionalmente alle ore 21:00 da Piazza San Sisto, nei pressi di Porta Romana.

Non aspettate però le 21 per raggiungere il centro.

Già diverse ore prima moltissime persone occupano i punti dai quali intendono assistere al passaggio. Durante la mia passeggiata pomeridiana per Viterbo ho visto persone che avevano già preso posto lungo le strade quando mancava ancora parecchio tempo all’inizio del Trasporto.

Se volete scegliere con maggiore libertà dove posizionarvi, quindi, arrivate con largo anticipo.

Il percorso della Macchina di Santa Rosa

Il percorso tradizionale della Macchina è lungo circa 1.200 metri e attraversa il cuore del centro storico di Viterbo.

La partenza avviene da Piazza San Sisto (Porta Romana). Dopo il primo “Sollevate e fermi”, la Macchina percorre:

Via Garibaldi → Piazza Fontana Grande → Via Cavour → Piazza del Plebiscito → Via Roma → Piazza delle Erbe → Corso Italia → Chiesa del Suffragio → Piazza del Teatro → Via Santa Rosa → Largo Facchini di Santa Rosa.

Durante il percorso vengono effettuate diverse soste che consentono ai Facchini di riposare e prepararsi alla ripartenza.

La prima avviene a Piazza Fontana Grande, la seconda a Piazza del Plebiscito, la terza a Piazza delle Erbe, la quarta nei pressi della Chiesa del Suffragio e la quinta a Piazza del Teatro.

Da qui comincia l’ultimo e forse più emozionante tratto dell’intero Trasporto: la ripida salita di via Santa Rosa.

I Facchini affrontano gli ultimi metri fino a raggiungere Largo Facchini di Santa Rosa, davanti al Santuario della patrona. Qui la Macchina viene finalmente appoggiata sui cavalletti e rimane esposta per alcuni giorni.

Se avete la possibilità di assistere alla salita finale, è sicuramente uno dei momenti più spettacolari dell’intera serata.

Dove vedere il Trasporto della Macchina di Santa Rosa

Non esiste un unico punto dal quale vedere la Macchina.

Lungo i circa 1.200 metri del percorso ci sono diversi luoghi particolarmente suggestivi: Piazza Fontana Grande, Piazza del Plebiscito, Piazza delle Erbe e Piazza del Teatro permettono di assistere alle soste e alle successive ripartenze.

Un’esperienza completamente diversa è quella della salita finale di via Santa Rosa, uno dei momenti più attesi del Trasporto.

Tenete presente, però, che i punti più conosciuti sono anche quelli maggiormente affollati. Se non disponete di un posto riservato, è quindi fondamentale arrivare con molto anticipo.

Io ho avuto la fortuna di poter seguire la Macchina direttamente lungo il percorso e questo mi ha permesso di assistere al Trasporto da una prospettiva privilegiata. Per il pubblico, invece, il consiglio è di scegliere in anticipo il punto dal quale si vuole assistere e organizzarsi di conseguenza.

Servono i biglietti per vedere la Macchina di Santa Rosa?

No, non è necessario acquistare un biglietto per assistere al passaggio della Macchina lungo il percorso.

Ogni anno il Comune di Viterbo predispone anche alcuni posti a sedere a pagamento, per i quali è necessario acquistare un biglietto.

Il Comune stabilisce annualmente modalità di vendita, prezzi, numero di posti disponibili ed eventuali categorie alle quali riservare alcune sedute.

Il mio consiglio è quindi di controllare il sito ufficiale del Comune nelle settimane precedenti il 3 settembre: qui potrete trovare tutte le informazioni aggiornate sulla vendita online, sui posti a sedere e sugli spazi dedicati alle persone con disabilità.

Per darvi un riferimento, nell’edizione 2025 il Comune aveva previsto posti a sedere in Piazza del Plebiscito e aree dedicate alle persone con disabilità in diversi punti del percorso. Successivamente, il Comune aveva aperto anche la vendita online di una parte dei biglietti ordinari. Prezzi, disponibilità e modalità di acquisto possono però cambiare di anno in anno.

Cosa fare a Viterbo prima del Trasporto

Se decidete, come ho fatto io, di trascorrere l’intera giornata a Viterbo, approfittatene per conoscere meglio la storia che si nasconde dietro alla festa.

Tra i luoghi che consiglio di visitare ci sono sicuramente il Santuario di Santa Rosa, dove è custodito il corpo della patrona, e la Casa di Santa Rosa.

La mattina del 3 settembre cercate inoltre di assistere al Giro delle Sette Chiese dei Facchini, perché permette di scoprire un lato della festa molto più intimo rispetto a quello che si vive durante il Trasporto serale.

Per il resto, il mio consiglio è semplicemente quello di camminare.

Percorrere il centro storico durante il pomeriggio, vedere le persone che iniziano a prendere posto lungo le strade, incontrare i Facchini e osservare la città che progressivamente si prepara alla sera è parte integrante dell’esperienza.

Il mio itinerario per il 3 settembre

Se dovessi organizzare nuovamente la giornata, la imposterei più o meno così:

Mattina: arrivo a Viterbo e Giro delle Sette Chiese dei Facchini.

Tarda mattinata: visita al Santuario e alla Casa di Santa Rosa.

Pranzo: pausa nel centro storico.

Pomeriggio: passeggiata per Viterbo e ricognizione del percorso della Macchina.

Tardo pomeriggio: raggiungere con anticipo il punto scelto per assistere al Trasporto.

Ore 21:00: inizio del Trasporto della Macchina di Santa Rosa.

Dopo il Trasporto: pernottamento a Viterbo.

È una giornata lunga, ma credo sia anche il modo migliore per vivere la Macchina di Santa Rosa non soltanto come uno spettacolo serale, ma come quello che realmente è: una tradizione che per un’intera giornata coinvolge ogni angolo della città.

Vale la pena assistere alla Macchina di Santa Rosa?

Se mi chiedeste se vale la pena andare a Viterbo per assistere alla Macchina di Santa Rosa, la mia risposta sarebbe senza dubbio sì. Soprattutto dopo averla vissuta per la prima volta.

Le immagini possono sicuramente raccontarne la spettacolarità, ma trovarsi lì è qualcosa di completamente diverso. Vedere la Macchina illuminata avanzare tra i palazzi permette di percepire quanto un’intera città sia profondamente legata a questa tradizione.

Per me è stata un’esperienza molto più emozionante di quanto immaginassi. Avere la possibilità di seguirla così da vicino e raccontarla attraverso le mie fotografie e i miei video l’ha resa ancora più speciale.

Se deciderete di viverla per la prima volta, il mio consiglio è di dedicarle l’intera giornata e non soltanto le ore del Trasporto. Solo così riuscirete a comprendere davvero perché ogni 3 settembre Viterbo si ferma per aspettare la sua Macchina.

Io, sicuramente, non dimenticherò facilmente la mia prima volta.

FAQ sulla Macchina di Santa Rosa

Quando si svolge il Trasporto della Macchina di Santa Rosa?

Il Trasporto della Macchina di Santa Rosa si svolge ogni anno il 3 settembre a Viterbo. La partenza è prevista tradizionalmente alle ore 21:00 da Piazza San Sisto, nei pressi di Porta Romana.

Quanto è alta la Macchina di Santa Rosa?

La Macchina di Santa Rosa è alta circa 30 metri. Le sue dimensioni, unite alle strade e ai palazzi del centro storico di Viterbo, rendono il suo passaggio particolarmente spettacolare.

Quanto pesa la Macchina di Santa Rosa?

La Macchina di Santa Rosa pesa circa 50 quintali, equivalenti a 5 tonnellate, e viene trasportata a spalla dai Facchini di Santa Rosa.

Quanti sono i Facchini di Santa Rosa?

A trasportare la Macchina sono oltre 100 Facchini di Santa Rosa, coordinati dal capofacchino. Durante il Trasporto indossano la tradizionale divisa bianca con una fascia rossa in vita.

Quanto è lungo il percorso della Macchina di Santa Rosa?

Il percorso tradizionale è lungo circa 1.200 metri e attraversa il centro storico di Viterbo. Parte da Piazza San Sisto, nei pressi di Porta Romana, e termina davanti al Santuario di Santa Rosa.

Quanto dura il Trasporto della Macchina di Santa Rosa?

Il Trasporto inizia tradizionalmente alle 21:00 e dura circa due ore, anche se i tempi possono variare. Durante il percorso vengono effettuate diverse soste che permettono ai Facchini di riposare prima di riprendere il cammino.

Dove parte e dove arriva la Macchina di Santa Rosa?

La Macchina parte da Piazza San Sisto, vicino Porta Romana, e attraversa per circa 1.200 metri il centro storico di Viterbo. Il Trasporto termina in Largo Facchini di Santa Rosa, davanti al Santuario dedicato alla patrona della città.

Qual è il punto migliore per vedere la Macchina di Santa Rosa?

Dipende dal tipo di esperienza che si vuole vivere. Piazza Fontana Grande, Piazza del Plebiscito, Piazza delle Erbe e Piazza del Teatro sono particolarmente interessanti perché lungo il percorso sono previste delle soste. Uno dei momenti più spettacolari è invece la salita finale di via Santa Rosa, che conduce al Santuario. I punti più conosciuti sono però anche quelli più affollati, quindi è consigliabile arrivare con largo anticipo.

Bisogna acquistare un biglietto per vedere la Macchina di Santa Rosa?

No. È possibile assistere gratuitamente al passaggio della Macchina lungo il percorso. Ogni anno vengono però predisposti anche alcuni posti a sedere a pagamento. Prezzi, modalità di acquisto e disponibilità vengono comunicati dal Comune di Viterbo prima dell’evento.

La Macchina di Santa Rosa è Patrimonio UNESCO?

Il Trasporto della Macchina di Santa Rosa fa parte dal 2013 della Rete delle Grandi Macchine a Spalla italiane, iscritta nella Lista rappresentativa del Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità dell’UNESCO. Della rete fanno parte anche la Festa dei Gigli di Nola, la Varia di Palmi e la Faradda dei Candelieri di Sassari.

Come arrivare a Viterbo da Roma per vedere la Macchina di Santa Rosa?

Viterbo può essere raggiunta da Roma anche in treno. È la soluzione che ho scelto personalmente e che consiglio soprattutto in occasione del 3 settembre, quando la viabilità cittadina subisce diverse modifiche. Pernottare una notte a Viterbo permette inoltre di vivere l’intera giornata senza preoccuparsi del viaggio di ritorno al termine del Trasporto.

Cosa vedere a Viterbo il giorno della Macchina di Santa Rosa?

Se arrivate a Viterbo già dalla mattina, consiglio di visitare il Santuario di Santa Rosa e la Casa di Santa Rosa e di assistere, se possibile, al tradizionale Giro delle Sette Chiese dei Facchini. Vale poi la pena passeggiare nel centro storico durante il pomeriggio per vivere l’atmosfera che precede il Trasporto.

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